Benigno: Definizione



In medicina, la parola benigno descrive qualcosa che non è cancro. Il più delle volte si riferisce a escrescenze anomale o tumori — masse anomale di cellule — che rimangono in sede e non si diffondono in altre parti del corpo. patologiGli istopatologi, ovvero i medici che esaminano tessuti e cellule al microscopio, usano il termine "benigno" per indicare al medico curante che una neoformazione o un campione di tessuto non presenta caratteristiche cancerose. Trovare la parola "benigno" in un referto istologico è generalmente molto rassicurante, sebbene, come spiegato di seguito, non significhi sempre che il tessuto sia completamente normale o che non siano necessari ulteriori accertamenti.


Benigno significa cancro?

No. Benigno significa non canceroso. Il contrario di benigno è maligno, che descrive tumori cancerosi: tumori che possono crescere nei tessuti circostanti e diffondersi ad altre parti del corpo (un processo chiamato metastasiI tumori benigni, al contrario, rimangono localizzati in un unico punto. Possono aumentare di dimensioni nel tempo, ma non invadono i tessuti circostanti né si diffondono ad organi distanti.

benigno significa normale?

Non sempre. Benigno significa che qualcosa non è canceroso, ma non significa necessariamente che il tessuto sia completamente normale. Una crescita benigna è un aumento anomalo del numero di cellule, quindi il tessuto può apparire diverso dal tessuto sano anche se non è canceroso. Alcune condizioni benigne possono comunque causare problemi, ad esempio comprimendo gli organi vicini, bloccando un passaggio o producendo ormoni, e per questi motivi potrebbero essere necessari trattamenti. Altri riscontri benigni sono del tutto casuali e non richiedono alcun trattamento.

Una neoformazione benigna può trasformarsi in tumore nel tempo?

La maggior parte delle condizioni benigne rimane non cancerosa per tutta la vita. Tuttavia, alcuni tipi di neoplasie benigne possono modificarsi nel tempo e trasformarsi in cancro se non trattate. Alcuni esempi includono:

  • Colon adenomi — polipi benigni nel colon che possono lentamente evolvere in cancro al colon. Per questo motivo, i polipi individuati durante una colonscopia vengono solitamente rimossi contestualmente alla procedura.
  • Alcune patologie benigne del seno e dell'utero — Alcune alterazioni benigne del seno o del rivestimento dell'utero possono aumentare leggermente il rischio di sviluppare un tumore nel tempo e potrebbero richiedere un monitoraggio più attento.
  • Altre condizioni precancerose — condizioni come displasia (cellule anomale che non sono ancora cancerose ma potrebbero progredire) vengono talvolta descritte insieme a reperti benigni e richiedono un follow-up.

A causa di questo rischio, il medico potrebbe raccomandare controlli regolari o la rimozione chirurgica di alcune neoformazioni benigne, anche se al momento non sono cancerose.

Come fanno gli anatomopatologi a stabilire che una lesione è benigna?

Gli anatomopatologi esaminano i campioni di tessuto al microscopio e ricercano diverse caratteristiche che aiutano a distinguere le neoplasie benigne da quelle maligne:

  • Come appaiono le cellule — Le cellule benigne di solito assomigliano alle cellule normali del tessuto da cui provengono. Le cellule cancerose spesso appaiono anomale, con dimensioni maggiori o di forma irregolare nucleo (la parte della cellula che contiene il DNA) — una caratteristica chiamata atipia.
  • Quanto velocemente si dividono le cellule — i tumori benigni di solito hanno poche cellule in divisione (chiamate figure mitotiche) al microscopio, a testimonianza della loro lenta crescita. Le cellule tumorali, invece, si dividono spesso molto più rapidamente.
  • I margini del tumore — i tumori benigni di solito hanno confini lisci e ben definiti che li separano chiaramente dal tessuto normale circostante. I tumori hanno spesso bordi frastagliati che invadere nel tessuto circostante.

Il patologo combina tutte queste caratteristiche, insieme al contesto clinico, per determinare se una neoformazione è benigna.

Quali sono alcuni reperti benigni comuni?

Molti reperti comuni nei referti istopatologici sono benigni. Alcuni esempi che i pazienti riscontrano frequentemente includono:

  • adenomi — Tumori benigni costituiti da cellule ghiandolari, tra cui la maggior parte dei polipi del colon, i fibroadenomi della mammella e i noduli tiroidei benigni.
  • lipomi — Escrescenze benigne di cellule adipose, solitamente percepibili come piccoli noduli morbidi sotto la pelle.
  • Cisti — sacche piene di liquido che possono formarsi in molti organi e sono generalmente benigne.
  • Fibromi (leiomiomi uterini) — Escrescenze benigne di muscolatura liscia nella parete dell'utero.
  • Nei (nevi) — Escrescenze benigne di cellule produttrici di pigmento nella pelle.
  • Amartomi — Tessuto disorganizzato ma altrimenti normale che cresce in un'unica sede, spesso presente nei polmoni o nei reni.

Cosa significa per me un risultato benigno?

Un risultato benigno è generalmente molto rassicurante. Significa che l'anatomopatologo non ha riscontrato caratteristiche di cancro nel tessuto esaminato. Ciò che accade in seguito dipende dalla diagnosi specifica:

  • Nessuna ulteriore azione — molti riscontri benigni non richiedono ulteriori trattamenti o controlli.
  • Monitoraggio di routine — Alcune patologie benigne vengono monitorate nel tempo per accertarsi che non subiscano modifiche.
  • Rimozione o trattamento — Le neoformazioni benigne che causano sintomi, che possono evolvere in cancro o che sono difficili da distinguere da un tumore, possono essere rimosse o trattate.

Il medico vi spiegherà cosa significa la vostra diagnosi specifica di natura benigna e se sono consigliati ulteriori accertamenti.

Domande da porre al medico

  • Quale specifica patologia benigna è stata riscontrata e qual è la sua causa?
  • Questo riscontro benigno richiede trattamento o monitoraggio?
  • C'è la possibilità che in futuro possa trasformarsi in cancro?

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